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Sogni di Carta

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You Belong in Paris
You enjoy all that life has to offer, and you can appreciate the fine tastes and sites of Paris. You're the perfect person to wander the streets of Paris aimlessly, enjoying architecture and a crepe.
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Partecipano

domenica, 09 novembre 2008

Sogno

La prima cosa che ricordo del sogno e' che stavo scendendo una strada, sul marciapiede di destra, portando in mano destra un foglietto stampato su carta ondulata, una specie di bollettino, da consigliare credo a napolitano, o a ciampi, ma piu' probabilmente a padoa schioppa.
Il foglietto era una specie di pagamento per il suo stipendio.
Alla fine della strada che percorrevo, sulla sinistra, c'era una specie di banchetto, come quelli che si usano per la raccolta delle firme, e dietro il tavolo, seduto, c'era l'uomo in questione, chiunque egli fosse.
Mi accingo a traversare per andare da lui, ma il traffico e' frenetico e faccio fatica ad attraversare senza farmi arrotare.
Dall'altezza del banchetto fino alla fine della strada, si estendeva, da ambo i lati, una serie di banchetti e bancarelle come una fiera di paese.
Insomma, porgo il foglietto all'uomo, facendo attenzione a porgerlo con entrambe le mani come si usa in giappone, faccio i miei piu sentiti saluti, stringo la mano, e riattraverso, non senza altre difficolta.
Mentre torno risalendo la strada, vedo scendere a gran velocita', come se fosse su dei pattini incontrollabili, ezio greggio, con della roba in mano che gli svolazzava da tutte le parti per la velocita.
Saluto, mentre lui ormai e' gia schizzato oltre,e torno a risalire la via.
Giungo ad un piccolo incrocio, senza macchine, dove avevano montato, in uno dei 4 bracci dell'incrocio, un palco con una scrivania, dietro alla quale stavano due conduttori, di cui un era enzo jacchetti,  davanti al palco, fino al centro dell incrocio c'erano le sedie per il pubblico, tutte vuote, poi il centro dell, incrocio era vuoto se non per il brecciolino e la ghiaia sparsi a terra x l occasione, e poi oltre l incrocio, sull altro lato del braccio precedente, altre sedie per il pubblico, stavolta piene di gente.
I presentatori si stavano preparando alla registrazione di un novo striscia la notizia, versione live dalle strade italiane, in onda di mercoledi.
Cosi passando di li', faccio gli auguri alzando il braccio, e poi proseguo per la mia strada.
Passando dietro una delle telecamere dei cameramen, mi soffermo a giocare con una seggiolina di plastica di quelle per i bambini, cercando di riempirla dei sassolini da per terra e di incastrarla nel sostegno per la telecamera.
in tutto cio una voce sta cantando, una parola ricorrente ma pronunciata male, dal francese forse, che ripetuta cosi puo' far sembrare che dica papa'.
Dietro al secondo raggruppamento di sedie, ci sono alcune bancarelle, e vado a dare un occhiata.
Una bancarella ha dei bracciali e dei ciondoli particolari, con rose nere, un ciondolo come quello che ha la mia amica valentina, con un delfino disposto col corpo a semicerchio che racchiude tra il muso e la coda una sferetta di vetro colorato che ruota liberamente come un mappamondo tra i due perni.
Mi fermo a dare un occhiata e chiedo che altri colori ci sono per il ciondolo a delfino, lei me ne espone diversi ma nessuno mi convince molto, cosi le dico che finisco di dare un occhiata al resto della bancarella e che poi avrei deciso con calma.
Ma lei mi dice che e' dicorsa e che sta sbaraccando, che entro 10 minuti deve andare via di corsa.
Allora le chiedo se l avrei ritrovata l indomani, cosi da scegliere con calma.
Lei mi risponde di si, che non c'e' problema, ma io le spiego che sono poco fisionomista e che probabilmente non mi sarei ricordata di lei, e che l avrei confusa con qualche altra bancarellista.Cosi le chiedo il suo nome (Laura) e le chiedo se per caso non puo' fare un braccialetto dei suoi con i ciondoli, in modo da formare il suo nome e lasciarlo esposto sul banco cosi che l avrei riconosciuta vedendolo.
Ci mettiamo d'accordo cosi e poi lei scappa per andare in bagno per cambiarsi prima di smontare la bancarella.
io finisco il giro e mi ritrovo anche io davanti al bagno, davanti a una porta normale, marrone, come quelle degli appartamenti, nonostante fossimo all aperto.
Qualcuno mi dice di sbrigarmi e di andarmi a lavare di corsa le mani che non possono aspettare sempre me, mi pare fosse un signore sulla quarantina, probabilmente extracomunitario, tipo indiano o arabeggiante.
Mi lamento dicendo che non e' colpa mia se il bagno e' occupato e che c'e' una ragazza dentro.
Con mia grande sorpresa, proprio in quel momento si sente girare la chiave dalla porta del bagno ed esce un altro tizio, simile e forse amico dell'altro indio-arabo,e se ne vanno via tranquillamente.
Dopodicio', faccio per entrare nel bagno, e mi ritrovo nel bagno di casa di laura lamia amica di roma (che nulla c entra con la Laura della bancarella).
Mi guardo intorno e vedo delle macchie di sangue, meno denso del vero sangue e quindi piu frammentate come se a cadere fosse un liquido come l'acqua, sul water e sulla lavatrice (che si trovava stranamente nel mezzo esatto del bagno).
Cosi esco dal bagno e vado in cerca di antonello, il padre della mia amica.
Lo trovo in camera della figlia e gli racconto dell accaduto.
Lui mi segue in bagno, e senza riuscire a spiegare la cosa, comincia a pulire.
Nel frattempo mi viene detto di spostarmi altrove, verso il minibalcone adibito a sgabuzzino che laura aveva accanto alla cucina,confinante con la parete piu' esterna del bagno.Forse vengo mandata li' per usufruire di un altro bagno (anche se nella vera casa di laura non ce ne sono altri).
Mentre mi dirigo li', passo davanti a mia madre, che parla del fatto che gli sia arrivata in perfetto orario la lattazione,e che la stava aspettando perche' era un sintomo della menopausa.
La supero e vado sul minibalcone sgabuzzino.
Affacciandomi mi accorgo che il palazzo di fronte al balcone e' il palazzo di aldo, lo zio di laura, e che quindi ci si poteva vedere a vicenda dai rispettivi balconi.
Guardando verso l'appartamento degli zii di laura, mi accorgo che tutte le serrande sono abbassate, e che quella della stanza di aldo e' strana:
sulle stecche della tapparella e' "scolpita" una faccia, con un espressione neutra, ma nella mia testa so che quel volto e' il volto stesso di aldo.Un po come quei giocattoli strani dove ci sono migliaia di chiodini incastrati in una griglia, e mettendoci degli oggetti sopra, rimane impressa la forma di cio che ci e' stato poggiato.
la cosa mi turba non poco,e rientro dentro casa, in cucina.
Sento mia madre arrivare alla conclusione, non so bene perche' e per come, che il sangue in bagno puo' esser stato lasciato da Ornella, la moglie di un suo collega d'ufficio, neomamma da un annetto.
Mi fermo davanti ad un piccolo televisore in cucina, dove c'e' uno spettacolo di varieta', di cui non ricordo il presentatore, ma ricordo la valletta.
Doveva essere laetitia casta, ma effettivamente era molto piu brutta, con i dentoni ancora piu grossi di quelli che lei effettivamente ha, dei labbroni grossi da sembrare volgari, e una pettinatura che poteva essere edward mani di forbice o robert smith dei cure, di un rosso da donna in menopausa, tenuti con una fascetta messa a random sulla testa, e il resto dell abbigliamento che era totalmente vintage anni 50-60.
E la sua interpretazione non era meno ridicola del suo aspetto.
Si cimentava in squallidi balletti con le mani intorno alla testa, che faceva roteare su se stessa come fosse un robot,su uno sfondo tra il rosso e l arancione.
Dopo questa squallida visione torno sul balconcino, e mi accorgo che l impronta impressa sulla tapparella e' cambiata, ora c'e' una faccia che sembra un mascherone da commedia greca di quelli con l espressione triste e la bocca rivolta all'ingiu.
Distolgo lo sguardo un attimo, e quando torno a guardare l impronta e' diventata un vago e grottesco topolino piangente, con tanto di lacrime, sempre impresse nella tapparella, che scorrevano verso il basso in continuazione.
La cosa mi mette una certa paura, e siccome capisco che queste espressioni sono rivolte a me, capisco anche che aldo deve avermi visto in qualche modo.
Cosi mi abbasso istintivamente sotto la balaustra del balcone, ma quest ultima e' fatta a ringhiera, cosi sono ancora potenzialmente visibile, e cerco di ripararmi al meglio dietro qualche oggetto o mobile del balcone.
Nel momento in cui cerco di nascondermi, Il balcone su cui mi trovo si inclina improvvisamente, faendomi scivolare lateralmente verso il fondo, e contemporaneamente aldo esce sul suo balcone.Deve aver avvertito qualcosa del mio movimento, ed e' allertato.
In tutto cio, il suo balcone, che prima era di fronte a quello dove mi trovavo io, parallelo e distante (era sul palazzo opposto ) ora ha un ballatoio che riesce ad arrivare attiguamente al balcone di laura, e quindi lui si puo' avvicinare fino ad arrivare a me, e anzi puo', scavalcando il divisorio tra i due balconi, arrivare direttamente a me.
Io cerco di farmi sempre piu' dotto il divisorio, scrisciando per terra, in modo che se anche lui si avvicinasse troppo, non potrebbe vedermi finche non e' praticamente sopra al divisorio stesso.Nel mio rantolare nel tentativo di nascondermi, intruppo in una panca di vimini intrecciati, che essendo leggera si sposta facilmente sotto il mio peso, ancor piu perche' il balcone e' inclinato e ci vuole un nulla per dargli la spinta iniziale che lo porta a scivolare sul pavimento, producendo il caratteristico suono di mobile di legno che stride contro una superficie. Aldo ha sentito il rimore, e per capire da dove proviene il rumore, comincia a tastare l aria come un serpente farebbe con la lingua, o ancora meglio come farebbe un maniaco psicopatico, un po come fa hannibal nel silenzio degli innofenti, lo sguardo perso nel vuoto.
Io lo intravedo fare cio' attraverso la ringhiera del balcone, e allo stesso tempo anche lui vede me, a terra, dietro la panca di vimini.
In pochi passi arriva al divisorio tra i due balconi, e io mi alzo di corsa per essere pronta alla fuga.
In quel momento, dalla porta finestra del balcone di laura, sbuca di corsa una figura di un ragazzo, piu alto di me, magro, coetaneo, con i capelli castai, lunghi fino alle orecchie, con riccioli morbidi.
Capisce la situazione, e fa in modo di cacciare ed allontanare aldo, ma non essendo piu sola a questo punto voglio vendetta, e comincio a urlare a quel ragazzo di consegnarmi aldo anziche di farlo fuggire.
Comincui ad urlare concitatamente "DAMMELO, DAMMELO!!!" , perche' volevo fargli male con lemie stesse mani, ma il ragazzo non capisce cosa esattamente voglio, cosi tentenna, e io, prima che aldo possa effettivamente scappare, comincio allora a urlare "PRENDILO!!"
a questo punto il ragazzo scatta in avanti e afferra aldo, e solo ora riesco ad avvicinarmi anche io, e lo afferro forte dai capelli, quasi tirandoglieli, lo trascino davanti a un tavolino che si trovava sul balcone, e comincio, strattonandolo sempre dai capelli, e con l aiuto del ragazzo, a spingergli la faccia contro il ripiano del tavolo, fino a fracassargli i denti, finche ogni volta che gli sollevo la testa per poi rispingerla giu, vedo sempre piu sangue dalla sua bocca.
Qui mi sono svegliata.Soddisfatta e vigorosa.

Sospeso da: delilah84 alle ore 23:14 | link | commenti
categorie: sogni, odio cieco





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