





| You Belong in Paris |
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Riporto da un appello arrivatomi per mail
Qualche giorno fa ho trovato in un sito la fotografia di un gattino con le zampine posteriori paralizzate.
Email della persona che si reca giorno per giorno in gattile per aiutare questo gattino:
Novità su Milagro. Venerdì 11/04/08 Milagro ha affrontato una visita con uno specialista per il suo problema. Ci sono novità: dalla lastra è emerso che Milagro non è stato investito, bensì gli hanno sparato addosso, infatti ha un pallino di piombo conficcato nella spina dorsale, e questo pallino è stato la causa della sua situazione attuale. Infatti Milagro non può più controllare i movimenti delle zampe posteriori e non ha più il controllo della minzione.
Ora io penso, se un uomo è stato capace di tanto nei confronti di una creatura indifesa, come possiamo noi tutti non sentirci in dovere di aiutare una creatura che ha perso la sua vita da gatto randagio fatta di acrobazie, arrampicate, caccia ai topi, corse, vita in libertà... e che non ostante tutto questo è ancora piena di amore per noi umani.
Come è possibile? Questa credo che sia una lezione per tutti noi.
Attualmente Milagro si trova ancora in una gabbia di un gattile, e francamente lo prenderei con me anche subito ma dove vivo non sono ammessi animali e ho poco tempo da passare con lui.
Milagro cerca una casa piena di amore e desiderosa di ricevere amore. Una casa con tanto calore dove lui possa gattonare col suo pannolino e ogni tanto essere preso fra le braccia e coccolato come un bebè (a lui piace tanto, è molto coccolone). Chiunque vorrà conoscere Milagro non se ne pentirà, anzi...
Milagro è un gatto mansueto che va d'accordo con tutti gli altri animali, anche gatti maschi come lui. È veramente un angioletto.
Dalla prossima settimana non potrò più prendermi cura di lui, pertanto se non si troverà nessun altro per accudirlo, verrà soppresso.
E visto che da quando sto mettendo appelli su internet non si è mosso quasi nulla, credo che la soppressione sarà l'ultimo atto di pietà nei suoi confronti. Lettera firmata con recapiti email e telefonici.
Mia risposta: Io da Delegata OIPA della provincia di Pavia, e volontaria da più di 4 anni dico che questo gattino ha tutto il diritto di VIVERE, di TROVARE una famiglia, di NON essere SOPPRESSO, di avere la sua POSSIBILITA' e soprattutto di ESSERE ADOTTATO.
Ho letto un appello su internet e nonostante tutti i km che ci dividono mi sono offerta di aiutare Milagro sia per la ricerca di uno specialista, sia per un'idonea situazione provvisoria nel caso in cui il piccolo diventasse a rischio, sia per la ricerca di un'adozione con possibile raccolta fondi per pagare la sua visita specialistica. Ad Oggi la Delegata della provincia dove il piccolo si trova fornisce a questa persona un appoggio sul posto e io da qui cercherò di fare il resto.
Ad oggi dico e ribadisco, i miracoli non sappiamo farli ma sappiamo bene che gli ultimatum convogliano in una decisione che può essere in seguito "giustificata" in diversi modi quindi credo sia meglio iniziare subito a cercargli una famiglia per evitare....
ZONA di ADOZIONE: si considera qualunque provincia con particolare preferenza alle province di Milano e Pavia dove posso seguire in prima persona il piccolo. Nessun problema per la distanza perchè cerchiamo di salvarlo e di portarlo dove può essere sotto il controllo di un'adozione seguita da OIPA Italia Onlus richiedendo firma di un modulo di affido, visite pre e post adozione.
Il piccolo è stato visitato in data 11.04.08 con visita neurologica, radiografie, esame urine chimico - fisico per un totale di 170 euro. Ho la fattura e ho chiesto alla persona un referto del dottore che lo ha visitato e tutti gli esiti delle analisi, se non c'è un referto contatterò la clinica dove il piccolo è stato visitato per farmi inviare un referto.
Sarò breve. Questo gatto cerca casa con moltissima urgenza, SOLO una persona che possa seguirlo e sono certa che questa persona esiste. Grazie a tutte le altre ma c'è bisogno di qualcuno che possa seguirlo in diversi momenti della giornata e farlo vivere in casa, è impensabile una vita all'aperto.
Chi non può adottarlo e volesse contribuire al pagamento della visita e degli esami dell'11 aprile scorso (170 euro) può contattarmi via telefono 328/0472427 (NO SMS) oppure email: pavia@oipaitalia.com
I 170 euro saranno raccolti dalla sottoscritta per poi inviarli alla persona che ha portato il piccolo alla visita. Chiamate o scrivete prima di versare perchè si raccoglieranno SOLO 170 euro per questa spesa, sarà inserita una pagina nel mio sito www.porgiunazampa.altervista.org con il dettaglio (nome e cognome) di chi verserà per contribuire a questa colletta proprio per non raccogliere altri fondi una volta superata la cifra e segnalare la chiusura della colletta appena raggiunti i 170 euro. Saranno anche inseriti tutti i risultati degli esami, il referto e la fattura dettagliata relativa a questo importo.
Questo piccolino aspetta....
Chi si offre?
Foto e Aggiornamenti su: www.porgiunazampa.altervista.org
NO perditempo, chiedo massima riflessione prima di proporsi perchè la sua adozione dovrà essere definitiva.
Contattare Mery Guarischi:
328/0472427 (NO SMS) (se spento riprovare)
Grazie a tutti di ogni passaparola e aiuto.
Mery Guarischi pavia@oipaitalia.com
Da sinistra, Oscar e il gatto Arthur
La madre lo aveva abbandonato in un pozzo, in un campo di caffè di Panama. Il piccolo sarebbe morto di sicuro, se non fosse arrivato Chomba, un cane bastardino, a salvarlo. L'animale con i denti ha afferrato un lembo del lenzuolo che avvolgeva il neonato e abbaiando ha lanciato l'allarme. Il bambino è in buone condizioni. Chomba è già stato acclamato "eroe nazionale".
Chomba, un cane dal pelo bianco e nero, si aggirava in un campo di caffè della provincia di Chiriqui, a ovest di Panama. Probabilmente attratto dall'odore del sangue sull'erba, si è avvicinato al pozzo dove era stato gettato il neonato e ha iniziato a tirare un lembo del panno che lo avvolgeva. Il pianto del bambino e i latrati del cane hanno richiamato una donna che lavorava nel campo.
E' stata lei a chiamare i soccorsi. Il piccolo è stato trasportato d'urgenza all'ospedale José Domingo della città di David. Ora si trova in "condizioni stabili" nel reparto di neonatologia. La polizia invece è sulle tracce della madre, che al momento non è stata identificata.
E' stata una scena decisamente inusuale quella a cui hanno assistito diversi bergamaschi che passeggiavano nel centro cittadino approfittando dei saldi. Per le strade si aggirava un grosso e candido cigno, uccello che solitamente si è abituati a vedere in ben altre ambientazioni. Il povero uccello (un esemplare femmina) si era allontanato dal laghetto che di solito lo ospita, alla ricerca del suo compagno, ricoverato dal veterinario.
Il cigno maschio, ferito, era stato portato dal veterinario e "ricoverato" in una riserva. Per un po' lei è rimasta nel laghetto del centro di Bergamo che da sempre li ospita. Poi il cigno femmina ha deciso di uscire e andare a cercare il suo compagno. L'uccello è uscito dalla vasca che circonda il monumento a Gaetano Donizetti (a fianco dell'omonimo teatro), ha percorso via Tasso, ha attraversato il trafficatissimo viale Papa Giovanni fino ad arrivare alla strada dei negozi, via XX Settembre, fermandosi alla fine di fronte alla chiesa di Santa Lucia.
Nel frattempo sono arrivati, avvisati dai passanti colpiti dalla presenza dell'animale in quelle zone, gli agenti del nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale, che, dopo un lungo inseguimento (il cigno non sembrava molto disposto a farsi catturare) sono riusciti a prendere l'animale e lo hanno portato in via Serassi nel magazzino comunale. Qualche ora dopo è stato trasferito nell'oasi del Wwf di Cenate Sotto, dove finalmente si è ricongiunto al suo compagno.
Ha vissuto per anni accanto al suo padrone malato, e quando lui è stato ricoverato in ospedale la cagnetta è più volte scappata da casa, a Terni, per presentarsi al capezzale dell'uomo. Alla fine si è ammalata anche lei, e quando, domenica, il cuore del 67enne Gianfranco Brillantini si è fermato, Juna, la sua meticcia di 15 anni, l'ha seguito anche nell'ultimo viaggio. La morte se li è portati via entrambi, a pochi minuti di distanza.
Brillantini, che a lungo aveva gestito un bar a Terni, era molto conosciuto nella città umbra, così come la sua inseparabile cagnetta. I due erano talmente legati che l'animale, durante il periodo di degenza dell'uomo, più volte è fuggito da casa per andare a visitarlo".
"Era diventata la mascotte dell'ospedale - racconta la moglie dell'uomo - Poi Juna cominciò a soffrire della stessa malattia di mio marito", e così le sono state somministrate le stesse medicine. I due, sempre insieme, seguivano la stessa cura agli orari previsti, e non c'era modo di allontanare Juna dal padrone. Fino al ricovero in ospedale dell'uomo: a quel punto la cagnetta non poteva più stare vicino a Brillantini, ma come lui ha iniziato a rifiutare il cibo.
Domenica la morte di entrambi, a poca distanza l'uno dall'altra.
La sua padrona 91enne era ormai in coma irreversibile, e così tutti hanno pensato che ormai fosse inutile lasciare che quella cagnetta restasse al capezzale dell'anziana amica nella casa di Bordighera, nell'Imperiese. Ma quando l'accalappiacani si è portato via il pastore femmina di 7 anni, l'animale non ha retto: non appena aperta la porta del furgone, la cagnetta è stramazzata, uccisa dal dolore della separazione.
Nella sua vita, ha raccontato il veterinario dell'animale al presidente della Lega per la difesa del Cane di Ventimiglia, Danilo Roda, che è stato testimone dell'accaduto, la cagna non aveva mai conosciuto né il collare né il guinzaglio, perché Renata, la sua padrona, l'aveva allevata sin da cucciola in assoluta libertà all'interno di uno spazioso giardino dove viveva anche un altro pastore tedesco, un maschio morto lo scorso anno.
E dopo la scomparsa del lupo, in quella casa di Bordighera erano rimasti solo la cagna, la sua anziana padrona e la badante, che negli ultimi giorni ha più volte tentato, ma senza successo, di convincere l'animale a mangiare almeno un biscotto. Ma lei, dopo il ritorno di Renata dall'ospedale, era apparsa subito sofferente, come se, ha spiegato Roda, "avesse sentito l'odore della morte".
Per una settimana l'animale è rimasto accoccolato a fianco del letto della donna, ormai in coma. Fuggiva in giardino solo quando qualche sconosciuto entrava in casa. Ma non appena l'intruso si allontanava tornava al capezzale di Renata. E l'accalappiacani ha dovuto trascinandola via con il laccio, perché lei, dal letto della sua padrona, non aveva alcuna intenzione di andarsene.
E così, quando è stata portata via con la forza, è morta dalla disperazione.


Ecco un altro stralcio del vekkio blog, la notte bianca in cui facemmo l alba x vedere gli scimpanze' fare colazione sotto le prime luci del giorno...davvero suggestivo...
questi sono due degli scimpanze' mentre fanno colazione...ke belli....

grazie infinite


